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di Charles Morris

Pubblicato lunedì, 3 dicembre 2018

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Il mercato automobilistico europeo si sta lentamente caricando. I fattori trainanti dell'elettrificazione sono le agenzie europee di regolamentazione, che impongono limiti sempre più severi all'inquinamento da carbone e ossido di azoto. Nel frattempo l'industria automobilistica tedesca spinge nella direzione opposta, usando il suo immenso potere politico per cercare di ritardare e diluire le normative sulle emissioni. I vari Paesi europei si pongono a metà: se alcuni accolgono il futuro elettrico, altri sembrano resistere, mentre la maggior parte resta ancora confusa e senza un piano particolare.

Un recente articolo pubblicato su Automotive News Europe esamina lo stato attuale dei più importanti mercati automobilistici del vecchio continente.

Norvegia

La Norvegia è diventata la capitale mondiale delle auto elettriche grazie ai generosi sussidi per gli acquisti e altri incentivi. I veicoli elettrici sono esenti dalla tassa di proprietà e dall'imposta nazionale sul valore aggiunto del 25%. Inoltre godono di uno stato privilegiato sulle strade, con esenzioni dai pedaggi, traversate in traghetto gratuite e, in alcune città, anche il parcheggio gratuito. L'anno scorso le auto elettriche pure rappresentavano oltre il 20% delle nuove immatricolazioni. La Nissan LEAF è di gran lunga la più venduta, seguita dalla e-Golf della Volkswagen, la i3 della BMW, la Tesla Model X e la Tesla Model S (secondo quanto riporta EV Sales).

Paesi Bassi

I Paesi Bassi detengono il secondo posto nella graduatoria dei veicoli elettrici. I veicoli ricaricabili hanno rappresentato circa il 4,1% delle vendite totali di automobili di quest’anno. Anche qui Tesla è leader del mercato: le vendite hanno raggiunto un nuovo record nel mese di settembre, con la Model S al comando, seguita dalla Model X (e Nissan LEAF a distanza, al terzo posto).

Gli olandesi usufruiscono da tempo di una combinazione di forti incentivi finanziari, in particolare per le aziende, e di importanti politiche di ricarica per i veicoli elettrici, che rendono il Paese il migliore al mondo in questo senso. Gli incentivi finanziari cambiano periodicamente, ma per anni hanno comportato riduzioni significative delle imposte aziendali applicate sugli acquisti o sui noleggi di auto.

Regno Unito

Il Regno Unito mira ad imporsi come forza importante nel mercato dei veicoli elettrici, considerandola un mezzo per rivitalizzare l'industria del Paese e fornire posti di lavoro altamente specializzati. Insieme alla California (e forse anche la Cina), il Regno Unito è uno dei pochi governi che ha implementato una strategia globale per l'elettrificazione, in contrasto con le misure frammentarie adottate dalla maggior parte degli altri stati. La strategia governativa Road to Zero si rivolge ai veicoli commerciali, ai trasporti pubblici e alle infrastrutture di ricarica, e include anche una proposta per porre fine alla vendita di veicoli a propulsione fossile entro il 2040. Attualmente il Regno Unito dispone di oltre 16.000 punti di ricarica pubblici e il governo ha istituito un fondo di 400 milioni di sterline per finanziare un'espansione della rete di ricarica. Gli acquirenti di veicoli elettrici possono usufruire di sovvenzioni fino a 4.500 sterline.

Francia

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha fissato l'obiettivo di aumentare di cinque volte le vendite di veicoli elettrici entro il 2020. Parigi prevede di eliminare gradualmente i veicoli tradizionali in città entro il 2030 per ridurre l'inquinamento atmosferico. Il Paese ha messo in atto una serie di incentivi tra cui: una serie di sussidi per l'acquisto di veicoli elettrici e ibridi fino a 6.000 euro e un piano di rottamazione di veicoli diesel, che offre fino a 4.000 euro per lo scambio di un veicolo diesel più vecchio. Inoltre i veicoli elettrici possono usufruire di agevolazioni fiscali e, in alcune province, è possibile derogare alle imposte annuali di proprietà.

Alla fine del 2017 la Francia aveva oltre 16.000 stazioni di ricarica pubbliche attive e il governo ha fissato l’obiettivo di raggiungere quota 100.000 entro il 2020. Un po’ meno positivo il quadro del servizio di car-sharing Autolib, che comprendeva veicoli elettrici Bolloré e una rete di stazioni di ricarica, ma che quest'anno è fallito.

Il veicolo elettrico più popolare in Francia è la Renault Zoe, un'auto nostrana. Tesla è qui meno popolare che altrove in Europa: la Model S è al 14° posto nelle vendite dall’inizio dell’anno (sempre secondo EV Sales).

Spagna

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Lo scorso anno in Spagna il governo ha implementato diversi piani di incentivazione. Il "piano di sostegno alla mobilità alternativa" è stato lanciato con un budget di 20 milioni di euro per incoraggiare le vendite di veicoli a carburante alternativo: l'importo è stato esaurito in meno di 24 ore. Secondo l'associazione di settore ANFAC, nella prima metà del 2018, in Spagna sono stati venduti 5.906 veicoli elettrici, quasi il doppio rispetto al numero registrato nella prima metà del 2017, il che attribuisce a questi veicoli una quota di mercato dello 0,8%.

Secondo l'ultima stima dell'European Alternative Fuels Observatory, la Spagna ha poco più di 5000 stazioni di ricarica. La società spagnola Iberdrola e la compagnia petrolifera francese Avia prevedono di investire 1,35 milioni di euro in nuovi punti di ricarica all’interno di 27 stazioni di servizio Avia. Iberdrola ha inoltre annunciato un piano per l'installazione di 25.000 punti di ricarica entro il 2021.

Danimarca

Recentemente la Danimarca ha proposto la possibilità di un divieto definitivo di vendita di veicoli ICE. In un recente discorso al parlamento, il primo ministro Lars Løkke Rasmussen ha dichiarato: "Entro soli 12 anni, vieteremo la vendita di nuove auto diesel e benzina. E tra 17 anni, ogni nuova auto in Danimarca dovrà essere un'auto elettrica o un'altra forma di veicolo ad emissioni zero".

La nuova politica rappresenta una svolta per la Danimarca, che ha osservato un crollo delle vendite di veicoli elettrici dopo che il governo aveva iniziato a eliminare gradualmente gli incentivi nel 2015. Lo scorso anno, le vendite di veicoli elettrici hanno rappresentato solo lo 0,4% del mercato danese, una cifra irrisoria rispetto ai numeri delle vicine Svezia (5,3%) e in Norvegia (39%).

Germania

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Infine c'è la Germania, sede della più grande casa automobilistica del mondo (VW) e di alcuni dei marchi di lusso più iconici a livello globale. Il governo federale preme: nel 2010 la Cancelliera Angela Merkel aveva fissato l'obiettivo di un milione di auto elettriche entro il 2020, ma l'industria automobilistica ha audacemente frenato la tendenza. All'inizio di quest'anno, sulle strade tedesche viaggiavano circa 100.000 veicoli elettrici, poco più della metà puri. Le case automobilistiche tedesche lottano per trovare un modo proficuo di vendere veicoli elettrici: diverse hanno segnalato che l'elettrificazione comporterà perdite finanziarie per il settore e hanno citato il rischio della perdita di posti di lavoro come giustificazione per l'abbattimento degli standard di emissione.

Il governo ha introdotto un incentivo all'acquisto nel luglio 2016. Per il programma sono stati stanziati circa 600 milioni di euro, ma dopo i primi due anni ne sono stati spesi solo circa 100 milioni. Il programma escludeva veicoli con un prezzo iniziale superiore a € 60.000. I dettagli sono stati negoziati dal governo e dalle case automobilistiche tedesche, che forniscono parte dei finanziamenti. Tesla è risultata esclusa e ha escogitato un modo per ridurre il prezzo base di una Model S a € 60.000, eliminando alcune caratteristiche standard e rendendole opzioni.

All'inizio i tedeschi hanno accusato Tesla di aggirare il sistema. Successivamente, l'Ufficio federale per l'economia e il controllo delle esportazioni (BAFA) ha chiarito che gli acquirenti della Model S potevano usufruire dell'incentivo. A luglio, con uno strano voltafaccia, il BAFA ha annullato la decisione e in realtà ha chiesto ad alcuni acquirenti della Model S di rimborsare il governo degli incentivi che avevano già ricevuto. Tesla sta contestando la decisione e dice che coprirà i costi per i propri clienti.

Secondo uno studio condotto dall'associazione europea dell'industria automobilistica ACEA, ci sono poco più di 25.000 punti di ricarica in Germania, il secondo numero più alto nell'UE dopo i Paesi Bassi.

Stranamente, la Renault Zoe è il veicolo elettrico più venduto in Germania, seguito dalla BMW i3 e dalla VW e-Golf. La Model S di Tesla è molto indietro nel gruppo, al 18° posto.

Svizzera

Un altro ritardatario dell'elettrificazione è la Svizzera, un piccolo mercato automobilistico dominato da marchi tedeschi e francesi. Come in molti Paesi, l'amore dei consumatori nei confronti dei SUV ha compromesso gli sforzi del governo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni concordati in precedenza. In un referendum nazionale del 2017, gli svizzeri hanno optato per limiti rigorosi alle emissioni di CO2 delle nuove auto, ma gli importatori di automobili sono lontani dal raggiungere i livelli concordati e si stanno muovendo nella direzione sbagliata.  

Il ministro svizzero dell'energia Doris Leuthard (che guida una model S) è un promotore di EV, ma il governo federale ha respinto ogni proposta di incentivi all'acquisto o investimenti nelle infrastrutture di ricarica. Negli ultimi due anni, gli importatori svizzeri di auto hanno pagato circa 18 milioni di franchi svizzeri per il superamento degli standard di emissione, ma la lobby dell'auto ha recentemente introdotto misure che potrebbero consentire agli importatori di continuare a superare gli standard senza incorrere in multe.

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